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PAPA’ E MAMMA SI SEPARANO: E IO?

La separazione dei genitori è un momento traumatico per i bambini perchè toglie stabilità e sicurezza. Che sarà di me? Mi vorranno ancora bene? Si dimenticheranno di me? Mi lasceranno?
In questo momento, parlare con i bambini, ascoltarli e rassicurarli è un compito indispensabile per tutta la famiglia.

C’era una volta una piantina di fragole che viveva nel prato di un bellissimo castello, ai bordi del bosco e poco lontano dall’acqua di un torrente.

Era fatta da due grandi foglie verdi che facevano ombra e sotto di loro da due piccole fragoline rosse che giocavano insieme e si riparavano dai raggi del sole sotto quelle belle foglie grandi. Era una piantina bellissima e il profumo delle fragoline si spandeva nel prati tutto intorno; le farfalle e le coccinelle che passavano di lì si fermavano sempre a salutare, bevevano insieme un bicchiere d’acqua fresca e poi ripartivano per i loro viaggi.

Un giorno però passò di lì il vento forte dell’est e si fermò nella casa della famiglia di fragole e parlò a lungo con la foglia papà; poi – alla fine della loro chiacchierata – chiese alla foglia se aveva voglia di accompagnarlo nel suo viaggio in un paese lontano.

La foglia grande accettò: fece la valigie, baciò la foglia più piccola e i suoi fragolini e partì.

Una volta rimasti soli, i cuccioli di fragola si sentirono tristi e spaventati: cominciarono a pensarono che forse anche l’altra foglia se ne sarebbe andata presto e loro sarebbero rimasti soli davvero. Ma la foglia mamma, quando sentì i loro discorsi, si mise a ridere: non era possibile – disse lei – non se ne sarebbe mai andata senza li loro. Magari un giorno sarebbero partiti tutti insieme e avrebbero viaggiato per visitare tutto il mondo.

E così la foglia mamma diventò ancora più grande di prima e i suoi piccoli le si strinsero attorno e si vollero ancora più bene di prima. Giocarono sotto di lei e lì si ripararono dai raggi caldi del sole; e quando pioveva giocavano a farsi la doccia; e invitarono farfalle e coccinelle a cena con loro e grilli e cicale a suonare musiche bellissime.

E quando il loro papà foglia passava a salutarli, sulle ali del vento, mangiavano tutti insieme ed era una grande festa per tutti.

FAVOLA PER CHI NON VUOLE MAI LASCIARE LA MAMMA

Vorrebbe stare sempre con la mamma. E se in alcuni casi questo ci pesa, in altri ci gratifica. Ma il compito di genitori consiste nel lasciarli andare, o nello spingerli fuori dal nido, se necessario, compatibilemente con l'età. Fargli capire come può essere divertente e appassionante la vita tra i compagni, è lo scopo del nostro lavoro.

In una bella e fredda notte di inverno, la Regina dei Venti voleva uscire dal suo bellissimo castello, per fare una passeggiata. Allora chiamò i suoi figli, principe e principesse dell’aria, e tutti le corsero accanto e volarono con lei attraverso il cielo notturno. Fecero un giro intorno a tutto il mondo, poi i figli della Regina del vento la salutarono per tornare alle loro case. I venti caldi  andarono via per primi, diretti a oriente; poi la salutarono i venti gelidi, diretti ai poli; la salutarono i venti temperati e quelli freschi, i venti che profumavano di mare e i venti del deserto; sembravano partiti tutti, tranne un venticello dolce di primavera, che volava introno alla sua mamma, e sembrava che non se ne volesse mai staccare.
“Chi vola vicino a me?” Chiese la Regina del Vento.
“Sono io, il tuo ultimo nato, il più piccolo di tutti i tuoi figli e voglio restare sempre con voi, grande Regina.”
“Oh,… ma questo non è possibile. Un vento deve correre, volare, far scappare i cappelli, gonfiare le  vele e inseguire le foglie che cadono dagli alberi.”
“Io no, Regina del Vento. Io voglio soltanto stare vicino a te.”

Questa storia alla Regina non piaceva affatto: voleva farlo diventare un vento robusto e forte, capace di piegare gli alberi e spostare le persone. Ma se stava sempre accanto alla madre, come avrebbe potuto diventerai forte e veloce?”
Il piccolo vento però non ne voleva sapere.
Allora la madre si fermò immobile nel cielo e dietro di lei il figlio. Tutte le nuvole li guardavano stupiti, e con loro gli uccelli del cielo. Il piccolo vento stava attaccato alla sua mamma, fermo come  una pietra.

Allora la Regina del vento si diresse in volo vero un grande palazzo, pieno di finestre e porte e iniziò lei stessa a giocare entrando e uscendo dalle stanze e dietro di lei venne il giovane vento che rideva e correva e faceva sbattere le porte e le finestre. La madre si fermò ad osservarlo. “Adesso andiamo via,” gli disse. “Visto che vuoi stare sempre con me…” Ma il piccolo vento si divertiva talmente tanto che non voleva stare fermo, ma correva sollevando tutte le tende…”
"Voglio restare ancora. Ma ho paura di non vederti più: ho paura di sentire la tua mancanza."
La madre gli sorrise. "Gioca e divertiti, e quando sarai stanco, correrai da e al castello. Io sarò lì ad aspettarti." E così avvenne.
Il vento giocò a lungo e quando si sentì così stanco che aveva voglia solo di dormire, corse in braccio alla Regina del vento e lì si addormentò.