PER CHI NON VUOLE ANDARE A DORMIRE

Quando è ora di dormire, nessun bambino vorrebbe mai andare a letto. Ma portarlo al dormire significa non solo garantirgli le ore di sonno di cui ha bisogno. Significa anche fargli capire che le regole le fanno i grandi, perchè sanno quello che è meglio per i piccoli... 

C’era una volta una locomotiva che amava correre lungo i binari per ore ed ore. Si fermava alla stazione. Alcuni passeggeri salivano, altri scendevano e la locomotiva trascinava i suoi vagoni lungo i binari; saliva e scendeva le montagne, attraversava i continenti, percorreva i ponti. Però, quando arrivava l’ora di dormire, non voleva mai fermarsi.
Ogni volta i vagoni dovevano insistere “siamo stanchi, oggi abbiamo percorso così tanti chilometri, abbiamo fatto tanta strada. E poi è buio, non vedi? Adesso tutti vanno a dormire, i bimbi, le mamme e anche i papà. Perché non dormi un po’ anche tu?”
Ma la locomotiva non ne voleva sapere. “Io non ho sonno,” diceva. “Io sono una locomotiva. A me piace correre, girare, vedere cose nuove.”
“Sai che facciamo?” le disse un giorno il primo vagone. “E’ una bella stazione in un paesino tranquillo. Il pomeriggio verranno i bambini a giocare con noi: ci prendiamo una vacanza! Tu puoi continuare a girare tutti il tempo che vuoi. Ti aspettiamo qui tra un mese.”
E così fecero.
La locomotiva partì e i suoi vagoni le fecero “ciao, ciao” dai finestrini.
Passa un giorno, ne passano due, la locomotiva si sentiva così felice. “Adesso si che mi sento libera. Posso correre dove mi pare, senza mai fermarmi. Farò il giro del mondo: voglio far vedere a quei pigroni quanto è stupido perdere tempo dormendo.” E correva a più non posso.
Ma più passava il tempo più la locomotiva si sentiva stanca e ogni giorno riduceva un po’ la sua velocità, finché un giorno si accorse che aveva smesso di correre e si muoveva ormai molto lentamente.
“Dove vai così piano?” le chiese un piccolo passaggio a livello, quando la vide arrivare.
“Oh…” disse la locomotiva, “lo vedi anche tu? Mi sento così stanca… ma proprio non riesco ad andare più veloce.”
“Da quanto tempo non ti fermi a riposare?” le chiese il passaggio a livello.
“Beh, io non ho bisogno di riposare.”
“Io dico di si. Vieni, qui c’è un vecchio binario dismesso. Fermati un minuto: nessuno ti disturberà.”
La locomotiva lo ascoltò ma appena si fu fermata cadde in un sonno profondo. Dormi così, senza svegliarsi, per quattro giorni e per quattro notti. Quando si svegliò si sentiva di nuovo carica e piena di energia.
“Ciao Passaggio-a-livello! E grazie del consiglio. Adesso mi sento di nuovo bene, e voglio ricominciare a correre.”
“Stai attenta,” le disse il passaggio-a-livello, è meglio se ti fermi e dormi un po’ ogni notte, invece che correre tanto e poi dormire 4 giorni di seguito.
“HO DORMITO COSI’ TANTO??” chiese la locomotiva.
“Certo, e mentre dormivi sono passati di qui tuoi vagoni e mi hanno detto di salutarti. Non è meglio stare con loro tutto il giorno e riposarsi insieme di notte?”
“Credo di si,” disse la locomotiva.
“Allora corri,” le rispose il Passaggio-a-livello. “Se fai in fretta riesci a raggiungerli… ma non dimenticarti, di notte bisogna dormire”!