Mamma orsa ha un fratellino nella pancia

Quando la mamma aspetta un fratellino, la sua pancia si gonfia misteriosamente. I bambini, come Piccolo Orso, se ne accorgono e hanno mille domande a cui dobbiamo rispondere nel modo migliore, con attenzione, ma senza dare troppi dettagli che risulterebbero difficili da comprendere.

Una famiglia di Orsi se ne andava a spasso per il bosco: Papà Orso, Mamma Orsa e Piccolo Orsetto.

Raccoglievano fragole e mirtilli, mangiavano miele e bevevano l’acqua fresca del ruscello. Ad un tratto 

Piccolo Orso si sentì stanco e sedette in braccio alla sua mamma; una volta lì, si accorse che la pancia della mamma era molto più grande del solito.

“Mamma,” le disse: “credo che tu abbia mangiato troppe fragole. La tua pancia sta diventando grande come quella di papà.”
“Lo penso anch’io,” disse Papà Orso.
“Forse hai mangiato troppo miele,” Aggiunse Piccolo Orso. “È meglio se lo dai a me, da ora in poi, se non vuoi diventare grassa come un ippopotamo.”

La Mamma sorrise al suo piccolo. “La pancia sta crescendo, questo è vero. Ma non è colpa delle fragole e neanche del miele.”
Il cucciolo non capiva, allora mamma lo abbracciò più stretto.

“Vedi,” disse, “nella mia pancia ora c’è un fratellino: un piccolo di orso che si sta preparando a nascere.”
“Perché sta lì dentro?” Chiese Piccolo Orso. “L’hai forse mangiato?”
Mamma Orsa sorrise. “Niente affatto: ho piantato un semino di orso nella pancia e adesso sta crescendo lì dentro, come una piantina.”

“E la pancia diventerà sempre più grande?” Chiese Piccolo Orso.
“Certo,” rispose Mamma Orsa, “Quando il cucciolo diventa abbastanza grande, uscirà di lì e lo potremo vedere e abbracciare. Lui sarà felice di conoscerti e vorrà giocare sempre con te.”




LA MIA MAESTRA SE NE E' ANDATA ....

Nei casi in cui la maestra lascia il suo posto per ragioni di salute, nel caso di una gravidanza, per un pensionamento o un cambio di lavoro, il bambino avverte in modo forte il cambiamento. A volte rifiuta la scuola o il nido. 
Ma cambiare è una condizione vitale. Starà ai genitori riuscire a fargli capire che non deve essere spaventato: al contrario. Le novità possono nascondere sorprese interessanti e impreviste.

A casa di Luca, quando viene la notte e i bambini vanno a dormire, i giocattoli si svegliano e vanno tutti sotto al letto. Qui c’è l’asilo dei giocattoli, dove possono stare insieme e divertirsi.
La loro maestra è bravissima: si chiama Oca Brontolona.

Brontola un po’, è vero; ma non sempre e poi ride e fa delle uova buonissime al cioccolato. Conosce tante canzoni e si inventa dei giochi divertenti per i cuccioli di giocattoli.

I pattini a rotelle, la bambola di pezza e il trenino vogliono sempre andare al asilo per incontrare la loro maestra.

Una sera però – quando arrivano sotto al letto – scoprono che l’Oca Brontolona non c’è più, si è rotta una zampa e adesso è in camera di papà che la sta aggiustando. 
E noi con chi stiamo? Chiedono i cuccioli.
“Con il maestro Dino.”

Mamma mia! Che brutto avere un dinosauro per maestro. Dino non è come l’Oca Brontolona: lui sta zitto e non ride mai. E soprattutto non prende in braccio i giocattoli quando sono tristi.
“Mamma, non voglio andare al asilo dei giocattoli,” dice il trenino.”Il maestro Dino non è simpatico. Voglio l’Oca Brontolona: non mi fa correre e se faccio le scivolate, mi mette in castigo.”

La mamma però porta lo stesso.
Il trenino è triste: il maestro si siede vicino a lui e gli chiede che cosa succede. 
Così il trenino gli racconta che sente la mancanza dell’Oca e di tutti i giochi che facevano insieme.

“Ma io posso fare giochi molto più belli,” dice il Dinosauro e senza neanche aspettare un attimo con la sua lunga coda, disegna sposta il tappeto della camera e compone piccole montagne e colline. 
“È  bellissimo,” dice il trenino e inizia a correre su e giù per quelle montagne..

Sono felice,” dice quel giorno alla mamma. 
Poi vorrebbe raccontarle delle corse che ha fatto sul tappeto. 
Ma è così stanco, che si addormenta di colpo.


FAVOLA PER CHI ODIA ACQUA E SAPONE

C’era una volta una rosa rossa in un bellissimo giardino.
Il suo colore era talmente bello che tutti i fiori la guardavano con ammirazione e lei si sentiva bella e importante.

Così quando il giardiniere innaffiava le piante, lei riusciva sempre a nascondersi da qualche parte: tra le foglie, dentro un’aiuola o in mezzo ad altri fiori. Si nascondeva perché non voleva assolutamente lavarsi e aveva paura che la sua bella tinta rossa venisse lavata via dall'acqua e lei allora sarebbe stata come tutte le altre.

Adesso invece tutti la guardavano e la riconoscevano “è la rosa più bella del roseto”.
Una mattina il padrone di quel giardino, mentre faceva un passeggiata la prese tra le mani, per guardarla bene e vide che era molto sporca.